Le forme e la loro origine
Prima
Sagome geometriche “pure”, con interventi talvolta diagonali o circolari.
Tetti a capanna, pilastrature ritmate, archi a tutto sesto, lesene, cornici, il tutto
a definizione di volumi quasi sempre a pianta simmetrica.
Morfologia derivante dalle costruzioni storiche, con riferimenti al romanico
e al cascinale lombardo.
Adesso
Nuove tecnologie mirate al contenimento energetico ed al modificato concetto
di abitare,
con volumi strutturali puri, materico-razionalisti, dove la tecnica viene tradotta in forma.
Abitazioni dotate di spazi verdi ed accessori, con aumentata importanza
di terrazzi e balconi, concepiti non più come appendice al volume primario,
ma come parte integrante dell’essenza architettonica.
I materiali e le loro peculiarità
Materiali adottati come diretta discendenza della forma.
Mattoni a vista, pietra naturale, intonaco a frattazzo, sono i materiali di
facciata che hanno caratterizzato le nostre architetture più “classiche”.
Il mattone, coibente, impermeabile, traspirante, praticamente eterno e quasi privo di manutenzioni.
La pietra a spacco che ci ha consentito di creare ritmi e definizioni di facciata liberi dal modulo
prefissato dei mattoni, mantenendone le cromie.
Cappotto in facciata, legno, vetro, metallo, caratterizzano il panorama dei nostri lavori attuali.
Cappotto e legno quali materiali adatti a regolare temperature e soleggiamenti, metallo e vetro per
suggerire volumi piuttosto che definirli, con libera visuale sull’ambiente circostante.
I particolari tecnici e la funzione
Gli elementi costruttivi si trasformano in altrettanti progetti collaterali
a quello generale, talmente importanti da condizionarne la riuscita.
La pulizia delle forme, dove il decoro è ottenuto attraverso il solo rapporto
tra linee e volumi, raggiunta mediante tecnologie nascoste perfettamente integrate alla struttura.
Necessità prestazionali che diventano morfologia.
Il verde : grandi e piccole dimensioni
Comunque siano gli spazi, non si può prescindere dal rapporto uomo-ambiente.
Da subito si contempla questo rapporto, dove la funzionalità dei volumi architettonici dialoga
con l’utilizzo degli spazi “non chiusi”.
Non ha importanza se siano un parco o un più modesto terrazzo, ha importanza il
rilievo che questi spazi paralleli (mai da considerarsi solamente “accessori”),
rivestono nell’immaginario percettivo dell’utilizzatore finale.
In parte progettati sono, in realtà, luoghi di espressione in divenire dove, chi
li abita, resterà coinvolto nella loro progressiva e continua trasformazione e
dove il raggiungimento di risultati stimolerà il successivo e mai ultimato intervento.
Gli arredi, gli accessori e il benessere
Spazi sempre concepiti per chi ci abiterà.
Progetti pensati su binari paralleli, dove dentro-fuori sono gli aspetti della stessa realtà.
Ogni ambiente è collegato alla sua funzione e contemporaneamente all’involucro che lo contiene,
dove nulla viene sacrificato all’estetismo, pur senza rinunciare alla ricerca estetica.
Così gli arredi e gli accessori non sono elementi aggiunti, ma derivazione diretta
di un unica necessità, volta a tradurre l’utilizzo degli spazi e la percezione complessiva
nel linguaggio del benessere.
Oggetti e design
Ogni luogo riveste una propria identità generata da molteplici variabili, legate a fattori tecnici, percettivi e delluso degli spazi. Gli oggetti di uso comune non possono prescindere dallo spirito di chi abita. L'utilizzo di oggetti seriali è integrato a progetti personalizzati, dove gli oggetti definiscono gli ambienti o addirittura diventano essi stessi spazio, luce, funzione. Nuove tecnologie consentono l'esplorazione di rinnovate emozioni: volumi trasparenti, pareti ed oggetti luminosi, sedute che si adattano al luogo, divisori che si integrano agli elementi circostanti, sono nuove frontiere dell'abitare.